Imu e Tasi, ultime ore per pagare la prima rata: tutto quello che c'è da sapere

Imu tasse imposte F24 15/06/2015 - Mancano ormai poche ore per versare in tempo l'acconto di Imu e Tasi, le due imposte comunali su casa e servizi. Scade infatti domani, martedì 16 giugno, il termine ultimo per effettuare il versamento della prima rata per entrambe le imposte.

 
In uno scenario di vera e propria giungla di aliquote diverse, all'interno della quale è difficile orientarsi, riportiamo alcune informazioni utili per non incorrere a errori.
 
Lì dove la delibera è stata già pubblicata si pagherà in base alle nuove percentuali, mentre nei centri in cui la decisione non è ancora stata presa si pagherà lo stesso importo pagato nell'estate dello scorso anno, in base all'aliquota 2014 di fatto ancora in vigore. A metà dicembre poi, quando i contribuenti saranno chiamati a versare la seconda rata, si pagherà a conguaglio in base agli aggiornamenti che i Comuni avranno obbligatoriamente comunicato al Mef entro il mese di ottobre.

 
Come si calcolano Imu e Tasi
Ogni contribuente deve effettuare il calcolo considerando gli immobili posseduti e la loro destinazione d’uso. È necessario conoscere la tipologia di immobile con le eventuali pertinenze (cat. C/2, C/6 o C/7) dell’abitazione principale (per calcolare la detrazione se prevista), i dati del valore della rendita catastale dell’immobile per la rivalutazione, la percentuale e i mesi di possesso (riferiti al 2015). Calcolatrice alla mano, la rendita catastale dell’immobile va moltiplicata prima per 5%. Si ottiene così la rivalutazione che deve essere moltiplicata per la somma dei coefficienti previsti. Ad esempio, 160 per le prime case o le relative pertinenze. Sugli altri immobili – seconde case, prime case di lusso, uffici, negozi, botteghe o capannoni – si pagano sia l’Imu sia la Tasi, con un’aliquota complessiva che al massimo può arrivare all’11,4 per mille. All’importo ottenuto, poi, vanno applicate le aliquote e le detrazioni dello scorso anno o quelle nuove deliberate in alcuni Comuni.

Aliquote e detrazioni per l’abitazione principale e le seconde case
Per i Comuni in cui non sono state comunicate variazioni (solo circa il 15% ha provveduto a deliberare quest’anno) vale quanto deciso nel 2014. Per la Tasi, l’aliquota base è dell’1 per mille, la massima del 2,5 per mille e c’è la possibilità per i Comuni di introdurre un’eventuale maggiorazione fino a un massimo dello 0,8 per mille (per un totale del 3,3 per mille) a patto, però, di aver previsto specifiche detrazioni per i proprietari in base al reddito, alla presenza di figli o al numero degli occupanti. In ogni caso la somma di Imu e Tasi, al netto della maggiorazione, non può superare per ciascun immobile l’aliquota massima Imu prevista per legge, ossia il 10,6 per mille, con la maggiorazione può raggiungere l’11,4 per mille. Con un’importante novità: il governo è finalmente riuscito a riattivare con 530 milioni di euro (contro 625 milioni del 2014) il fondo messo a disposizione per 1.800 Comuni che con il passaggio dall’Imu alla Tasi, incassando di meno, non avrebbero risorse per garantire gli sconti sulla prima casa.
 
Esempio di calcolo Tasi
Abitazione principale in cat. A/3 (proprietà 100%) con rendita catastale di 633 euro, due figli di 19 e 22 anni residenti e dimoranti; box in cat. C/6 (proprietà 100%) con rendita catastale di 70 euro. Aliquota Tasi al 3,3 per mille:
633 x 1,05 x 160 x 3,3 / 1000 – 110 (detrazione casa) – 60 (detrazioni figli) = 219,74 euro
Acconto 16 giugno = 110 euro
 
La quota a carico dell’inquilino
Diversamente dall’Imu, che deve essere pagata solo dal proprietario dell’immobile, la Tasi va corrisposta anche dall’inquilino, comodatario o assegnatario. La percentuale è stabilita dal Comune entro una forbice che va dal 10% al 30% dell’ammontare complessivo del tributo. La restante parte è invece pagata dal proprietario, che non ha l’obbligo di comunicare all’inquilino la quota dovuta o versarla per suo conto. Se l’importo è inferiore ai 16 euro annui non si deve pagare.
 
Imu terreni agricoli
In base alle modifiche entrate in vigore lo scorso marzo è prevista l’esenzione completa solo per i terreni che si trovano nei comuni classificati come totalmente montani sulla base dell’elenco stilato dall’Istat. Per i terreni di collina sono previste esenzioni a favore dei proprietari che sono coltivatori diretti o imprenditori agricoli. Negli altri casi invece valgono le regole già previste in passato. Chi nel passaggio tra le vecchie e le nuove norme ha perso l’esenzione gode invece di una speciale detrazione di 200 euro.

Come si effettuano i versamenti
Oltre al bollettino postale, si può anche utilizzare il modello F24, pagando così anche per via telematica attraverso la propria banca. Quest’ultima soluzione, tra l’altro, consente anche di compensare gli importi dovuti con altri crediti d’imposta. Attenzione, però, perché lo scorso ottobre sono cambiate le regole: se il saldo è pari a zero per effetto di compensazioni di debiti e crediti, il modello va pagato solo attraverso l’F24 online, l’F24 web o l’F24 cumulativo. Invece, qualora il modello F24 chiuda a debito per un importo superiore a 1.000 euro, il pagamento deve avvenire in via telematica con i canali delle Entrate o tramite gli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (banche, Poste e agenti della riscossione).

Ravvedimento
La possibilità di autocorreggersi entro 30 giorni dalla scadenza, contando su una mini sanzione, riguarda sia i mancati pagamenti sia gli errori nei bollettini. In pratica se si salta il pagamento dell’Imu o della Tasi, si può pagare entro il 15 luglio sborsando solo il 3% in più della somma da versare, contro il 30% previsto nel caso di un accertamento. Se si paga dopo il trentesimo giorno di ritardo rispetto alla scadenza e, comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, si dovrà versare una sanzione del 3,75% più gli interessi legali dell’1% annuo.

 
Per orientarsi nella giungla delle aliquote e detrazioni, è possibile consultare il portale del Dipartimento delle Finanze per consultare i regolamenti e le delibere di aliquote e tariffe Comune per Comune, al seguente link: http://www1.finanze.gov.it/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/IUC/sceltaregione.htm.
Informazioni più dettagliate sono comunque reperibili sul sito istituzionale del proprio Comune di residenza.

 




Questo è un articolo pubblicato il 15-06-2015 alle 03:22 sul giornale del 15 giugno 2015 - 687 letture

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