Electrosys presenta domanda di concordato al Tribunale. Quale sarà ora il prossimo futuro?

10/07/2014 - Siamo all’atto finale della Electrosys che con la presentazione del concordato di preventivo in bianco ha giocato l’ultima carta, quella che avrebbe dovuto presentare circa un mese fa per non perdere tanto tempo prezioso. Alla finestra sono tre aziende interessate, una è la MB Elettronica di Cortona, le altre sono emiliane e ne sapremo di più, forse, in tempi piuttosto brevi.

Lo scorso 8 luglio l’azienda ha presentato domanda di concordato preventivo in bianco presso la sezione fallimentare del Tribunale di Terni. Era questo l’epilogo che in molti si attendevano anche per riuscire a trovare un vero salvatore o un pool di salvatori per un’azienda che ha digitalizzato la RAI in Italia ed è un brand conosciutissimo nel mondo delle tlc a livello planetario. La piccola Electrosys di Orvieto fa concorrenza a giganti come NEC e spesso vince grazie alla professionalità interne e alla grande flessibilità del personale che ha permesso grandi economie e successi internazionali fino allo scorso novembre.

Poi è arrivato il buio della crisi di liquidità e finanziaria che aveva raggiunto livelli insostenibili in particolare per i lavoratori che sono senza stipendio ormai quasi da 5 mesi. La produzione è ferma con tutti i dipendenti in cassa integrazione e le commesse presenti stanno sfuggendo sotto i colpi degli ovvi ritardi e della concorrenza agguerrita. Non c’è molto tempo per nessuno. L’alternativa è la definitiva chiusura che si trasformerebbe in una vera e propria catastrofe per Orvieto sia dal punto di vista occupazionale sia per l’inevitabile fuga di cervelli. Nel recente passato anche una parte dei dipendenti si è offerta di rilevare l’azienda, anche in partnership, ed ha scritto alle istituzioni ricevendo come risposta un assordante silenzio.

E’ troppo, soprattutto per chi sta soffrendo per la mancanza di stipendio e per chi ha deciso liberamente di investire nell’azienda dove lavora per farla continuare a vivere ad Orvieto senza de localizzare, rischio probabile se dovessero arrivare altri soggetti che hanno siti produttivi sempre in Italia e a distanze anche sostenibili. Ora e non tra qualche tempo, deve entrare in gioco la politica con gli amministratori per riuscire a trovare una soluzione che permetta ai dipendenti di diventare parte attiva nella nuova azienda che si andrà a creare dalle ceneri della Electrosys.

Il tempo è quasi scaduto e i lavoratori chiedono chiarezza e trasparenza negli atti e nei prossimi passi che verranno compiuti da chi guiderà l’azienda nei prossimi mesi e dalle istituzioni che potrebbero essere coinvolte nel processo di risanamento e rilancio.





Questo è un articolo pubblicato il 10-07-2014 alle 14:55 sul giornale del 11 luglio 2014 - 1184 letture

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Antonio Russo

11 luglio, 15:19
E' inutile che CGIL e UIL dicono di salvaguardare i posti di lavoro ecc. La Electrosys deve essere ristrutturata. Troppe persone rispetto il fatturato. Prodotti troppo costosi. Inefficienza interna. Struttura costosa. Ma i sindacati di cosa parlano?