Nuovo contentino sull'imposta di soggiorno. Ma come si chiuderà il bilancio? E qual è il progetto per l'intero comparto?

4' di lettura 02/07/2014 - L’imposta si soggiorno è stata nel recente passato causa di grandi polemiche tra la precedente amministrazione e gli albergatori. Alla fine dal cilindro dell’ex-assessore Pizzo è uscita fuori la tariffa scontata con scadenza 30 giugno. Ora il sindaco è cambiato e la tariffa agevolata è stata prorogata per un altro mese. La nuova scadenza è il 31 luglio, poi si vedrà.

Amministratori, sindaco e albergatori si sono incontrati, come promesso in campagna elettorale ed è stato partorito il topolino proroga fino al 31 luglio. Germani durante la campagna elettorale aveva sottoscritto un documento sottoposto dall’associazione degli albergatori che prevedeva in particolare due punti e cioè la diminuzione del 50% della tariffa dell’imposta e il coinvolgimento dell’intera filiera turistica con la richiesta di un “concreto contributo per un’azione organica e condivisa finalizzata al miglioramento dell’offerta turistica della città”. In alternativa e in mancanza di un accordo in tal senso il sindaco, allora candidato si era impegnato alla “revolca dell’imposta con ricorso ad altre fonti alternativa, da reperire in primis in ambito turistico tramite l’aumento ponderato dei prezzi dei biglietti degli aset pubblici” che sono il Pozzo di San Patrizio, che lavora a scartamento fortemente ridotto, la Torre del Moro, i parcheggi dei pullman e l’aumento dei biglietti turistici per la funicolare.

In caso di mancato rispetto di tali impegni cogenti il sindaco si era impegnato anche alle dimissioni e proprio su questo punto ha attirato l’attenzione Andrea Sacripanti, consigliere di FdI-An, nella sua prima interrogazione. Rimangono alcune serie perplessità. Prima di tutto, lo ribadiamo l’imposta di soggiorno è stata utilizzata, aggirando la legge, per chiudere il bilancio da portare al ministero per l’accordo al piano di rientro. Ma l’imposta, nella ratio nel legislatore è stata pensata come tassa di scopo per investimenti nel settore turistico e non per risanare bilanci. Questa è la prima seria osservazione che potrebbe anche attirare l’attenzione della Corte dei Conti.

La seconda perplessità riguarda il reale ammontare di tale imposta. Visto che già per due mesi, considerati di alta stagione, l’imposta è stata modificata al ribasso, come potrà essere raggiunto l’obiettivo dei 400mila euro inseriti nel pre-dissesto? E se non verrà raggiunto tale obiettivo come verrà pareggiata la partita? Un’altra perplessità riguarda il reperimento di risorse sugli asset del Comune. Il Pozzo di San Patrizio lavora pochissimo, è stato più volte sottolineato in campagna elettorale dallo stesso sindaco Germani che però ha sottoscritto un accordo che prevede l’aumento del biglietto d’ingresso. E’ probabilmente da rivedere totalmente il sistema di mobilità e offerta turistica di Orvieto. C’è una Carta Unica che non è stata mai vista come opportunità vera e reale, purtroppo, e poi abbiamo una serie di asset che devono prima essere valorizzati e rilanciati e poi si può passare all’aumento del biglietto. Non si può aumentare il costo del biglietto della funicolare e poi offrire ai turisti la peggiore cartolina di orvieto con le scale “im-mobili” del parcheggio di Piazzale della Pace e la sporcizia e l’erba alta che regnano incontrastate.

E’ molto più serio impostare una politica di valorizzazione e rilancio mantenendo l’imposta, magari allargandone la base e rivendendola leggermente al ribasso, condurre una seria lotta alle strutture illegali di ricezione turistica, modificare i regolamenti sulle notti-orvietane, organizzare gli eventi in modo che non si accavallino tra loro, favorire quelli legati alle tradizioni, alle eccellenze e al made in Italy, rilanciare il turismo congressuale grazie ad una nuova vita del Palacongressi e con un coordinamento delle altre strutture adatte a convegni e congressi anche di privati. E tanto altro ci sarà da fare per il neo assessore al turismo.

Solo dopo aver pensato un progetto di ampio respiro si può pensare ad una tassa di scopo, perché mancano i denari, coinvolgendo l’intera filiera turistica della città, di tutta la città dalle frazioni al centro storico modellando l’imposta sui diversi tipi di turisti e incoraggiando gli altri imprenditori ad investire sulle strutture della città sia materiali che, soprattutto immateriali dando vita ad una vera rete wi-fi gratuita per la città e ad una serie di servizi per i cittadini e per i turisti tramite multi-terminale magari con un’app apposita e investendo su infrastrutture che permettano l’utilizzo di strumenti di pagamento più moderni ad esempio per i parcheggi.


di Alessandro Maria Li Donni
redazione@vivereorvieto.com





Questo è un articolo pubblicato il 02-07-2014 alle 12:51 sul giornale del 03 luglio 2014 - 764 letture

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