Imprenditore salernitano denunciato per 1,5 milioni di euro di evasione dalla Finanza di Orvieto

2' di lettura 25/06/2014 - Nuova operazione anti-evasione della Guardia di Finanza di Orvieto che stavolta ha colpito un costruttore del salernitano che negli scorsi anni ha lavorato ad Orvieto per la costruzione di abitazioni e locali commerciali. In 12 anni di lavori ad Orvieto ha accumulato evasione per complessivi 1,5 milioni di euro.

Il costruttore A.R. originario del salernitano ha lavorato ad Orvieto per quasi 12 anni accumulando il totale dell’evasione negli ultimi tre anni. Ha costruito edifici residenziali e non e ha omesso di dichiarare qualsiasi sua attività al fisco per 1,5 milioni di euro. Come titolare di una srl edile con sede nel salernitano ha partecipato a bandi di gara per la realizzazione di alcuni edifici pubblici. Ottenuto l’appalto a sua volta sub-appaltava i lavori ad un’altra ditta, questa volta individuale con sede nell’orvietano.

La titolarità dell’azienda era sempre riferibile allo stesso soggetto e fatturava i costi alla srl titolare dell’appalto omettendo i compensi al fisco. In questo modo la srl scaricava i lavori concessi in subappalto dal suo reddito e intascava i compensi relativi all’appalto mentre la ditta individuale non versava alcuna imposta relativa ai corrispettivi derivanti dalla srl. Per occultare meglio tali utili il costruttore aveva aperto numerosi cantieri in tutta Italia e in particolare nell’orvietano, nel viterbese e nel salernitano così da rendere pià difficoltoso il lavoro di ricostruzione degli emolumenti percepiti dalla srl principale e dalle tante ditte aperte nel corso degli anni. Ma i finanzieri non si sono arresi ed hanno continuato a lavorare per la ricostruzione delle vie del denaro di A.R. giungendo alla conclusione delle indagini con un successo. I militari hanno contestato al costruttore un reddito non dichiarato pari a 1,5 milioni di euro, IVA non versata per 60mila euro.

L’imprenditore è stato denunciato alla Procura di Terni per “dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici” che prevede la carcerazione da 1 a 6 anni mentre dal punto di vista meramente fiscale la Finanza ha proposto un recupero di tassazione su base imponibile Irap per circa 1,5 milioni di euro.






Questo è un articolo pubblicato il 25-06-2014 alle 09:50 sul giornale del 26 giugno 2014 - 656 letture

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