Giunta Germani pronta o quasi fra liti e inversioni di marcia che non convincono

4' di lettura 25/06/2014 - Manca veramente poco alla prima del consiglio comunale di Orvieto e della giunta di Germani. Le indiscrezioni sui nomi non sembrano però corrispondere a quel profilo di indipendenza e di alterità nei confronti dei consiglieri eletti. Giuseppe Germani inizia con qualche piccola bugia e un potenziale conflitto d’interessi con Francesco Custolino.

Le indiscrezioni indicano questi nomi: Massimo Gnagnarini, Francesco Custolino, Cristina Croce, Andrea Vincenti, Alessandra Cannistrà. In una riunione infuocata dei partiti della coalizione, quasi tutti, Sel ha minacciato addirittura di non presentarsi in consiglio perché dai nomi della giunta mancava proprio un rappresentante del partito di Vendola. Alla fine la quadra, almeno per ora, è stata trovata levando Leonardo Mariani e inserendo Andrea Vincenti. Ma i malumori non si sono spenti. Giuseppe Germani aveva solennemente promesso che in giunta non sarebbero entrati eletti e rappresentanti dei partiti, Se però andiamo a vedere la composizione l’unica di estrazione civica è la Cannistrà, che in realtà è sempre stata molto vicina al centro-destra ma senza partecipare ad agoni politici. La prima bugia riguarda l’assenza di eletti; c’è Massimo Gnagnarini, a cui bisognerà vedere che deleghe andranno visto che in ogni intervista il sindaco ha sempre dichiarato che non avrebbe dato delega per il bilancio perché inutile con il piano di pre-dissesto. Francesco Custolino è un dirigente del partito Socialista a livello regionale, quindi fortemente uomo di partito, Cristina Croce e Andrea Vincenti sono rispettivamente iscritti e presenti nella dirigenza di Pd e Sel. Dunque dove sta la giunta civica e indipendente?

C’è poi la questione Mariani che andrebbe a rinfocolare la polemica mai sopita tra il PD e Germani, uomo del PD ma sempre più indipendente, Rimane aperta anche la questione degli equilibri politici visto che la giunta è squisitamente espressione dei partiti. Il PD che ha 7 consiglieri eletti, cioè i 6 più il sindaco, ha una sola persona in giunta tra l’altro in forte polemica e in uscita che risponde al nome di Cristina Croce. Per Andare Avanti ha due rappresentanti nelle persone di Gnagnarini e Custolino, espressione del Psi che non ha presentato una lista autonoma; Sel avrà Vincenti e la Cannistrà sembrerebbe la vera indipendente. Ma in una coalizione che rischia già di implodere in consiglio quanto durerà un assessore senza alleati tra gli eletti? Potrebbe durare poco a meno di un fortissimo impegno personale del sindaco.

C’è la questione ambientale che come delega dovrebbe rimanere in carico a Germani, altro punto critico che potrebbe essere anche ulteriore punto di frizione tra alleati in consiglio. La prima riunione sarà anche occasione per l’elezione del presidente del consiglio comunale che a questo punto dovrebbe andare al PD se verrà confermata la carica per la maggioranza. E per chi? Probabilmente non sarà Andrea Taddei che dovrebbe essere il capogruppo del partito di maggioranza della coalizione. Allora potrebbe toccare a Flavia Timperi, che ha riportato un buon successo personale ma prende corpo l’ipotesi Pettinacci. Niente da fare per Roberta Cotigni, salvo sorprese dell’ultimo minuto e per Claudio Di Bartolomeo della lista Per Andare Avanti che avendo due posti in giunta non dovrebbe pretendere altro. Rimane SEL con Tiziano Rosati che potrebbe rientrare in gioco in nome di un riequilibrio tra le varie anime della coalizione. Soprattutto a far saltare il banco sono Gnagnarini e Custolino. Il primo espressione della lista civica mentre il secondo esce fuori dal cilindro con la doppia anima di socialista e di civico, nel senso di parte integrante della Lista Civica. Ma se Custolino non ha voluto candidarsi per problemi di compatibilità forse legati alla relazione tecnica per la querela presentata dal Comitato 12 novembre contro ignoti ma che molto probabilmente vedrà tra i chiamati in concorso di reato anche il Comune di Orvieto per la parte di sua competenza, perchè chiamarlo in giunta?.

Germani dunque inizia con la marcia errata e soprattutto con un potenziale conflitto d’interessi e con l’esclusione sic et simpliciter di altre anime della coalizione che non hanno espressione diretta in consiglio ma che hanno partecipato attivamente alla campagna elettorale soprattutto dal punto di vista delle iniziative di rilievo per la compagine di centro-sinistra. In Umbria il centro-sinistra ha vinto laddove unito e coeso mente ha perso dove si è presentato diviso come a Perugia e Spoleto. Germani ha vinto con il 53% senza arrivare al premio di maggioranza e a questa vittoria hanno collaborato tutti, proprio tutti, anche gli esclusi e i disconosciuti.






Questo è un editoriale pubblicato il 25-06-2014 alle 18:27 sul giornale del 26 giugno 2014 - 1361 letture

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