Porano, Luigi Rotella inizia la sua battaglia contro il sindaco e la minoranza vincente"

4' di lettura 16/06/2014 - Luigi Rotella lo aveva promesso in campagna elettorale, comunque vada noi di "Porano Bene Comune" saremo lì in consiglio o a governare o a fare una vera opposizione. E al primo consiglio comunale si è già capito qualcosa, con i due consiglieri della minoranza vincente che hanno votato con la maggioranza e Rotella che ha presentato un'interrogazione articolata e scomoda sulle procedure di vendita di parte del Consorzio Agrario.

Dopo le formalità di rito derivanti dalle elezioni comunali del 25 maggio 2014, e prima del giuramento del sindaco e della nomina della Giunta comunale, abbiamo presentato una mozione per chiedere che non sia il sindaco a presiedere il Consiglio comunale ma di eleggere, come si conviene nelle assemblee elettive e come l'art. 6 dello Statuto comunale prevede, il presidente del Consiglio Comunale. Il sindaco, evidentemente sorpreso dalla proposta, ha affrontato la questione con una giravolta di parole dimostrandosi tuttavia favorevole ad una successiva valutazione e approvazione. Chi vivrà vedrà. Sono seguite le “dichiarazioni programmatiche” del sindaco: un elenco nominalistico di problemi tanto vacuo quanto irrilevante, cui è seguito il dibattito nel corso del quale abbiamo affermato che non basta elencare le questioni che affliggono la comunità poranese.

C'è invece bisogno di compiere scelte concrete, di disporre progetti e di individuare le risorse economiche per realizzarle. Abbiamo inoltre sostenuto la necessità di rendere il palazzo comunale trasparente e accessibile a tutti, stante il fatto che talune scelte compiute dalla Giunta passata hanno ingenerato qualche dubbio. Un esempio? La vendita di uno dei beni del patrimonio comunale, una parte dell'ex consorzio agrario, avvenuta quattro giorni prima delle elezioni, al congiunto di un consigliere comunale dell'opposizione, candidata nella lista Porano Bene Comune. Un vero capolavoro nella strategia comunicativa, con effetti dirompenti sull'andamento della campagna elettorale, a danno solo ed esclusivamente della nostra lista. Sicché, allo scopo di ottenere chiarimenti esaustivi abbiamo illustrato una interrogazione verbale, con riserva di presentarne una a risposta scritta, ponendo tre domande:
1. A cosa era dovuta l'urgenza di esperire, a quattro giorni dalle elezioni, l'asta pubblica per la vendita dell'immobile facente parte di un piano di vendita disposto nel settembre del 2013?
2. Considerato il periodo elettorale, fase in cui le competenze della giunta sono limitate all'ordinaria amministrazione, il sindaco era nelle piene facoltà giuridiche per effettuare gli atti di competenza?
3. Trattandosi di un immobile ristrutturato con finanziamenti europei, erano stati assolti i vincoli normativi esistenti sull'immobile?
Infine, il confronto si è sviluppato sulla TARI, la TASSA SUI RIFIUTI, che il sindaco e la vecchia giunta si sono ben guardati dal trattare (diversamente dalla vendita dell'immobile, decisa invece con somma urgenza) prima delle elezioni.
TASSA SUI RIFIUTI, un argomento serio che andava trattato con serietà. Invece la Giunta comunale, appena eletta, si è limitata ad applicare, sic et simpliciter, quanto disposto dalla legge, la rateizzazione in due rate dell'importo. Di cosa si tratta? Semplice. Dal 1/1/2014 la cosiddetta legge di stabilità ha soppresso il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) e ha istituito l’imposta unica comunale (IUC) che si compone dell’imposta municipale (IMU), di natura patrimoniale, e di una componente riferita ai servizi che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

A differenza degli altri tributi, con la circolare n. 5648 del 24 marzo 2014, il Ministero dell'Economia ha precisato che i comuni hanno “piena facoltà di stabilire liberamente le scadenze e il numero delle rate della TARI, prevedendo come unico limite il rispetto della previsione di un numero minimo di due rate semestrali” a distanza di sei mesi l'una dall'altra. Soddisfatta questa condizione, non esisterebbero altri vincoli sulla disciplina delle rate, e per chiedere acconti fondati sui parametri 2013 non serve nemmeno una norma esplicita: difatti l'anno scorso, la "resurrezione" dei vecchi tributi era stata disposta per legge, dall'articolo 10 del decreto "sblocca-pagamenti" (Dl 35/2013). Il Sindaco avrebbe dunque potuto decidere prima la rateizzazione dell'importo, ma non l'ha fatto. La giunta avrebbe potuto spalmare la tassa su più rate, ma non l'ha fatto. La maggioranza avrebbe potuto disporre, come da noi richiesto, di cogliere l'occasione per mettere mano al regolamento sulla tassa per modularla in base a fattori oggettivi e soggettivi dei cittadini, prefigurando un nuovo e moderno sistema di raccolta
differenziata, porta a porta, e di conferimento della spazzatura. Ma non l'ha fatto. Alla fine del confronto la proposta “burocratica” della maggioranza è stata approvata con il silenzio e i due voti favorevoli della “minoranza che ha vinto”.
E siamo solo all'inizio.


da Luigi Rotella - capogruppo di Porano Bene Comune





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-06-2014 alle 10:35 sul giornale del 17 giugno 2014 - 646 letture

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