Appello pro Germani, partiti non tiratelo per la giacchetta e lavorate per il bene della città

4' di lettura 12/06/2014 - Ci siamo finalmente. Fra poco avremo l’ufficialità in consiglio comunale della nuova giunta e del presidente del consiglio comunale di Orvieto. Il sindaco c’è, lo sappiamo ma qualcosa già non funziona, sono giò iniziate le grandi manovre per occupare i primi posti tirando per la giacchetta il neo-sindaco e senza pensare ad Orvieto.

Gli eletti della lista civica Per andare avanti hanno già annunciato, in maniera ridondante, che si costituiranno in gruppo al consiglio comunale, era lampante. C’è chi si candida alla presidenza del consiglio e chi chiede una giunta civica. Tutto sbagliato. Bisogna ripartire dall’inizio. Il PD ha eletto 6 consiglieri, 3 la lista civica e 1 Sel. Il sindaco è espressione chiara del PD, è uscito vincitore dalla primarie sconfiggendo il candidato Andrea Taddei, voluto fortemente dal partito. Germani ha dunque vinto contro il suo partito ma ne fa effettivamente parte. Prima della campagna elettorale un partito, Scelta Civica, ha aderito al progetto di governo di Germani presentando il proprio programma. Il 26 aprile è stata ufficializzata la struttura dell’alleanza per le elezioni con il PD, Per andare avanti, Sel, Pdci e Scelta Civica. Questa è la storia, poi ci sono i risultati che hanno visto il 25 maggio vincere Germani ma senza sfondare il 50% e un voto così è stato necessario il ballottaggio.

Al ballottaggio il rivale Concina ha messo in campo le truppe cammellate sbordando a volta nell’insulto personale, non tanto Concina quando i suoi pasdaran. Con il metodo, vi ricordate il suo adagio della scorsa legislatura governo e metodo? Ebbene con quello è partito all’attacco dell’avversario e ha perso nonostante una buona rimonta. L’entusiasmo e la festa d’obbligo hanno chiuso la fase della felicità. Ora c’è quella della costruzione e della progettualità al centro della quale c’è la politica e chi ha vinto, la coalizione tutta di centro-sinistra. Non va bene la giunta civica, ma politica e che sia espressione della migliore politica, quella che guarda all’interesse della città e basta, senza se e senza ma.

Germani ha preso degli impegni chiari, primo fra tutti quello di bloccare la variante della Svolta, fortemente voluta dal centro-destra e dal capogruppo del socialisti Evasio Gialletti in chiusura di legislatura. Germani si è impegnato a rilanciare l’economia della città con azioni forti e di semplificazione oltre ad una grande opera di trasparenza e di digitalizzazione della Pa. Sempre Germani si è impegnato a dire no al terzo calanco e a comporre la giunta con persone non elette. La presidenza del consiglio, invece dovrebbe essere della minoranza, magari del candidato sindaco perdente perché è una carica di garanzia e non partigiana. E allora la scelta degli assessori come avverrà? Tra i non eletti interni alle liste, tra tutte le liste impegnate con Germani? Tra persone di area ma indipendenti? La seconda opzione sembrerebbe la migliore. Magari si potrebbe pensare di escludere segretari e referenti dei vari partiti della coalizione per dare maggiore libertà al sindaco, perché la giunta deve essere scelta proprio da Germani in piena autonomia sentiti i partiti. Ma avverrà veramente così?

Se così non fosse si potrebbero aprire scenari non chiarissimi perché tutto sarebbe il mero frutto di un compromesso inevitabilmente al ribasso ed Orvieto questo non può permetterselo assolutamente. C’è da attendere ancora il parere sul pre-dissesto e quello che si deciderà sarà cogente per le finanze e i progetti futuri della città. Non servono uomini solo di partito ma uomini e donne anche di partito ma capaci di esprimere progettualità e convincere investitori e aziende a venire e investire sul territorio.

Non tirate per la giacchetta Germani, dunque, ma aiutatelo a scegliere con indipendenza facendo salve le rappresentanze perché la politica non può e non deve tirarsi indietro pronta a giustificarsi in caso di fallimento.


di Alessandro Maria Li Donni
redazione@vivereorvieto.com





Questo è un editoriale pubblicato il 12-06-2014 alle 15:33 sul giornale del 13 giugno 2014 - 628 letture

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