Porano, basta con i libri dei sogni per le elezioni, si deve tornare ai progetti reali di governo

14/05/2014 - La lista Progetto Porano si è presentata al Teatro Santa Cristina in gran spolvero e con tanti ospiti del centro destra a partire dal candidato sindaco di Orvieto Toni Concina, Alfredo De Sio, Fratelli d’Italia, Raffaele Nevi, Forza Italia ed Enrico Masciarri. In platea c’era anche la presenza dell’assessore orvietano Pergiorgio Pizzo, UDC. E’ dunque chiaro, questa volta, che la lista guidata da Giorgio Cocco è politica e non civica.

Intorno al candidato sindaco Giorgio Cocco c’era tutta la squadra di candidati consiglieri a partire dai conosciuti Contincelli, La Porta e Moretti e seguire con le new-entry Bonino, Broccatelli, Brunori, Ficara, Frasconi e Lodi. Cocco ritorna con le sue slides a descrivere il futuro di Porano e il suo recente passato. Hanno parlato di scuola e dei suoi lavori, ma c’è da sottolineare che gli stessi furono richiesti e pianificati nell’ultima consiliatura di Brugnoli, dei marciapiedi, altra opera del predecessore e del fotovoltaico. Proprio sulla questione delle energie rinnovabili c’è da specificare che i pannelli della palestra e della scuola sono opera del precedente sindaco Brugnoli, ancora una volta, mentre il campo che doveva portare ricchezza a non finire per il Comune e che poi ha portato in cassa circa 50mila euro a cui bisogna levare i soldi per la manutenzione, è la vera opera di Cocco. L’attacco più virulento è stato fatto ancora una volta sui debiti lasciati, ma sono passati 5 anni e la situazione non è migliorata, e sulle buche stradali che sono in carico alla provincia, ente in disarmo e senza soldi.

La realtà è che nel corso del primo anno di consiliatura Cocco con le vendite effettuate si potevano praticamente quasi azzerare i debiti e invece non è stato così. Cosa è successo? Nulla, e così negli anni successivi, che hanno visto i beni comunali sparire sotto una fitta rete di vendite che non hanno però ribaltato la situazione. E a far capire che la situazione sia ancora nera lo dimostra proprio il candidato sindaco che sbraita per i circa 250mila euro reali di debito fuori bilancio che erano frutto di vertenze aperte nella passata legislatura con il Sii, ad esempio, e che non potevano essere messi a bilancio perché non presenti e come un buon padre di famiglia, contabilizzati a parte in attesa del giudizio. Nel frattempo l’amministrazione ha messo in vendita tutto anche una parte del Centro Malerba, finanziato da fondi europei. Nel passato il Comune ha ricevuto questi beni, tranne il Centro Malerba, in dono per offrire spazi e servizi ai cittadini, ed ora cosa rimane? Il Santa Cristina, l’altra parte del Malerba e poi il nulla. Sommando le entrate derivanti dai beni venduti ai privati il debito sarebbe completamente coperto, e invece no. Si dovevano levare i ripetitori telefonici e invece ora ne abbiamo tre, con buona pace della salute pubblica. C’è poi Villa Paolina, da tempo chiusa dopo un periodo di attività. Ora è incolta e chiusa al pubblico ma presto ci sarà il maquillage per l’esposizione canina e si potrà così dire che la Villa Paolina è aperta per tutta l’estate.

Le promesse e le incompiute sono tante. Basti pensare al cosiddetto “Orto del Prete” con un parcheggio meno capiente e un cratere centrale che doveva essere pronto per il gran finale delle presente tornata elettorale. Non c’è nulla di pronto e i lavori sono lì che procedono con la lentezza di una formica. E’ stata creata una cooperativa meritoria, ma non può un amministratore vantarsi di un’iniziativa privata, anche se i tanti lavori assegnati senza appalto e con paghe veramente basse sono sotto gli occhi di tutti. Si è spezzettato il monte dei lavori per non far partire l’appalto e alla fine il conto pagato è di 254mila euro. Non solo, i mezzi del Comune sono a disposizione del privato che gode dei beni senza pagare alcunché (bolli,assicurazioni, manutenzione). Si favoleggia di varianti, ancora una volta, su terreni altamente franosi e fragili e con l’obbligo di opere infrastrutturali altamente impattanti come i viadotti.

Perché suonare il flauto come qualsiasi incantatore di serpenti quando è chiaro che non ci sarà alcun ente che finanzierà un’opera che parte con il piede sbagliato? E ancora, quando potremo parlare dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici e del loro costo che sarà a totale carico del Comune? Quando potremo parlare delle tante vendite effettuate per finanziare che cosa? Quando parleremo del rilancio turistico e di Porano cartolina che non c’è stato? Quando parleremo dell’aeroporto di Viterbo con voli nel mondo che non c’è stato? Quando parleremo del Milan a Porano che non c’è stato? Del resto come si può organizzare la venuta di tecnici , dirigenti e qualche giocatore di una squadra importante come il Milan se manca l’incoming turistco?

Ci sono ancora pendenze da pagare, servizi da migliorare, altri da inventare, i pannelli fotovoltaici da gestire, cittadini assunti con paghe veramente basse da rivalutare, antenne e ripetitori da ottimizzare, risorse naturali da mettere a reddito, giovani da coinvolgere nell’amministrazione, costruire le condizioni per creare una sistema di ricezione turistica locale. Praticamente c’è da ricominciare un cammino bruscamente interrotto cinque anni fa.





Questo è un editoriale pubblicato il 14-05-2014 alle 00:11 sul giornale del 15 maggio 2014 - 723 letture

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